L’Italia è un Paese che a tavola sa offrire il meglio di sé. La cucina italiana deve molto della sua straordinaria ricchezza alla varietà di culture, influenze e climi per cui ogni regione potrebbe dirsi quasi Stato a sé. Questa diversità si riflette non solo nei piatti salati ma anche nella pasticceria, dove ogni territorio vanta le proprie specialità frutto di secoli di tradizione e di scambio culturale. La Scuola di Pasticceria napoletana non fa eccezione.
Con i suoi moderni interpreti ben riconosciuti e una storia secolare in cui influenze romane, arabe, normanne, spagnole e francesi, finanche est europee, la pasticceria napoletana deve il suo blasone ad alcune iconiche preparazioni tra le più conosciute al mondo. Ed è richiesta al pari della cucina salata in Italia e all’estero.
Ora tale lunga tradizione che spazia dal babà alla caprese caratterizza quella che è la vera e propria scuola con corsi di pasticceria che in Campania (e a Napoli) può essere in seno alle scuole di cucina o alla formazione professionale. I percorsi formano pasticceri in grado di spendere la proprio competenza (e la qualifica regionale nei corsi professionali) a tutto tondo, certo, ma è chiaro che le radici del territorio ospitante incidono in maniera decisa sulla tipologia di pasticciere che esce fuori da una scuola di pasticceria Napoli / Campania.
Scuola Pasticceria corso ACIIEF: perché è differente?
La scuola di formazione professionale ACIIEF, con sedi a Napoli e a Sant’Anastasia e accreditata dalla Regione Campania, offre corsi di pasticceria tra i più rinomati dell’intera regione. Questi corsi vantano un altissimo tasso di inserimento lavorativo, con il 90% degli allievi che trova lavoro nel settore a sei mesi dalla formazione. Il corso, di durata annuale, permette di conseguire l’ambita qualifica regionale valida in tutta Europa nell’ambito del sistema delle competenze.
I corsi offerti dalla Scuola di Pasticceria ACIIEF si distinguono per la loro ampiezza e profondità, coprendo sia le basi della pasticceria che tecniche più avanzate e specializzazioni. Gli studenti iniziano il loro percorso formativo imparando le fondamenta: dalla preparazione di impasti e creme alla comprensione delle tecniche di cottura e decorazione. Il tutto senza dimenticare cenni di imprenditorialità, norme igienico-sanitarie e qualche bonus track che negli anni ha visto alcuni dei migliori allievi cimentarsi con approfondimenti monotematici come quello sulla pasticceria vegana o su quella senza glutine per i prodotti specifici per celiaci.
Il pasticciere che si forma con una scuola pasticceria corso ACIIEF è già pronto al mercato del lavoro. Caratteristica però peculiare di tali corsi è l’impronta “partenopea”. Le competenze specifiche in pasticceria campana dei nostri corsisti in passato ci sono valse chiamate dirette da realtà canadesi, nordamericane e medio-orientali in cerca di pasticcieri napoletani e campani, che sappiano fare ciò che nell’immaginario collettivo rappresenta la dolcezza di questa terra. Certo, specialmente a Dubai probabilmente l’idea di un tradizionale sanguinaccio alla vecchia maniera risulterebbe fuori luogo, ma per quanto riguarda sfogliatelle, babà, cassate napoletane, migliaccio e mustacciuoli… beh, arricchirebbero ogni cucina italiana che voglia distinguersi. Sia in Italia che nel mondo.

E la qualifica regionale?
Come ogni corso di formazione professionale campano degno di questo nome, la scuola professionale pasticceria rilascia una qualifica regionale spendibile nel mondo del lavoro. Non formazione fine a sé stessa di dubbia utilità, ma percorsi riconosciuti a livello istituzionale che aprono le porte dell’occupazione.
Una qualifica regionale in pasticceria, così come in altri corsi relativi ad altri settori professionali che la prevedono, rappresenta un importante valore aggiunto per chiunque desideri intraprendere una carriera nel settore. La qualifica regionale Campania i conferisce numerosi vantaggi rispetto alla partecipazione a corsi che non rilasciano un titolo riconosciuto: su tutti, il fatto che sia riconosciuta dalle istituzioni pubbliche conferisce una sorta di “ufficialità” oltre a una garanzia sulla qualità e sull’adeguatezza formativa del corso. Questo riconoscimento assicura in qualche modo che il programma di studio soddisfi determinati standard qualitativi e che sia in linea con le esigenze del mercato del lavoro.
Se ritenete tale caratteristica un vezzo, sappiate che il vostro futuro datore di lavoro potrebbe non pensarla così. Una certificazione regionale rappresenta infatti una garanzia oltre che un titolo spendibile in tutta l’Italia (e ben oltre i confini campani!).