Diventare pizzaiolo è uno dei percorsi più ambiti degli ultimi anni. Non lo dicono solo i numeri di iscritti e l’attenzione degli imprenditori e delle grandi catene per gli artigiani della pizza (specialmente quelli napoletani), ma le offerte di lavoro ben remunerato per il mondo per cui un maestro pizzaiolo napoletano può concorrere, da Valencia a Dubai passando per gli Stati Uniti e il Giappone.
Imparare il mestiere di pizzaiolo però può essere complesso, senza le giuste guide. Quella che un tempo era la “scuola della bottega” oggi è una via impervia che dovrebbe passare per tirocini professionalizzanti che spesso tali non sono. Per questo da diversi anni si è rafforzato il ruolo delle scuole di formazione professionale che rispondono a quel desiderio, “voglio fare il pizzaiolo” che molti ragazzi (e non) puntano per dare una svolta alla propria vita.
Dalla manipolazione dell’impasto alla scelta delle materie prime, passando per norme igieniche e principi di imprenditorialità: le scuole per imparare il mestiere di pizzaiolo sono un universo di passione e competenza che concentrano in circa un anno una sapiente tradizione secolare che continua a crescere e cambiare ogni giorno.
Ma procediamo con ordine.
Voglio diventare un pizzaiolo: come devo fare?
Hai deciso: la tua strada è mettere le mani in pasta. Qual è il primo step? Innanzitutto scegliere una scuola che possa insegnarti tale nobile arte. La scuola di maestro pizzaiolo di ACIIEF ad esempio può vantare una storicità importante che in più di un’occasione è diventata ribalta mediatica: in passato sia la comunità cinese che quella srilankese a Napoli hanno scelto i corsi ACIIEF di pizzaiolo e più di una volta le telecamere delle emittenti nazionali e internazionali hanno raccontato la nostra didattica.
Perché diventare pizzaiolo?
Buoni stipendi congiuntamente alla possibilità di lavorare praticamente in ogni angolo del mondo padroneggiando una tradizione artigiana invidiata e diffusa ad ogni latitudine spiegano bene perché diventare pizzaiolo in un periodo storico come quello che viviamo oggi.
Del resto, parliamo di percentuali di inserimento lavorativo altissime: stando ai dati ACIIEF relativi al job placement dei suoi allievi, il corso Pizzaiolo è in assoluto quello con le percentuali più alte di realizzazione: entro i primi tre mesi il 90% degli allievi riesce a trovare occupazione (o a crearsela in proprio) con la percentuale che arriva alla cifra record del 98% a sei mesi dalla qualifica.
Secondo recenti dati diffusi dal portale di recruiting Talent un pizzaiolo in Italia percepisce mediamente tra i 1.700 e i 1.900 euro al mese, con differenze sostanziali che vanno dai 1.100 euro liguri ai 1.950 veneti. Ma tale forbice non tiene conto della specifica certificazione professionale che colloca i nostri candidati mediamente più in alto e soprattutto con uno sguardo rivolto direttamente all’estero, dove i numeri per un maestro pizzaiolo sono notevolmente più alti. Secondo una ricerca del portale JobbyDoo si va dai quasi 4.000 euro proposti in Svizzera ai 2.000 per un entry level in Canada (dove in passato sono arrivate richieste dirette alla nostra scuola di disponibilità di nostri allievi), passando per i 3.500 di Dubai e i 2.500 in Australia. Senza dimenticare i mercati nascenti, come quelli asiatici, da sempre affascinati dalla cucina italiana e i suoi interpreti.
Quanto tempo serve per diventare pizzaiolo professionista?
Un corso di pizzaiolo richiede tantissima pratica e impegno, ma anche una buona dose di tempo passato sui banchi a studiare, dalle farine alle norme igienico-sanitarie. Se vuoi imparare in Campania, alle pendici del Vesuvio, come fare la pizza proprio lì dove è nata, sappi che i percorsi professionali sono riconosciuti e autorizzati dalla Regione Campania.
Il corso per diventare pizzaiolo secondo il Repertorio regionale si compone di un minimo di 600 ore di didattica tra teoria e pratica. Si tratta di un percorso non breve e non banale (la lunghezza è di circa sette mesi di studi) che però ti fornirà tutti i rudimenti per poter da subito entrare nel mondo del lavoro con una qualifica professionale sinonimo di qualità e passione.

Una volta acquisite tali competenze, sappi poi che la pizza così come la cucina è un mondo in costante evoluzione e in cui ogni giorno si impara e ogni giorno ci si forma. Solo che a quel punto del percorso non solo sarai in grado in autonomia di metterti alla prova e scoprire cose nuove, ma sarai uno di quei protagonisti che con la sua opera scrive ogni giorno il futuro.
Quanto costa diventare pizzaiolo professionista?
Una buona formazione costa. È un investimento sul proprio futuro che però, come abbiamo visto, in questi casi è ricompensato lautamente nel 98 percento dei casi.
Esistono diverse possibilità in Campania per accedere al corso pizzaiolo. Un esempio è il corso Pizzaiolo napoletano GOL destinato ai ragazzi che appartengono al programma PAR GOL e che desiderano fare il pizzaiolo. In tal caso i requisiti sono quelli di accesso al programma e si acquisiscono competenze in un percorso della durata di circa 300 ore. Competenze che poi in un secondo momento possono essere integrate per conseguire la qualifica regionale.

La seconda strada infatti è quella della formazione autofinanziata con percorsi della durata di circa 7 mesi per 600 ore di didattica e che permettono di conseguire la certificazione regionale.
Mediamente i corsi per imparare il mestiere di pizzaiolo in Campania possono partire da 500 euro per superare i 2.000 euro. C’è da tenere in conto però che per far sì che la spesa valga l’impresa bisogna tenere in conto la qualità del corso e dei servizi offerti, ma anche la possibilità di conseguire certificazioni spendibili realmente nel mercato del lavoro e la possibilità di fare pratica.
La formazione professionale che può fungere da scuola per maestro pizzaiolo non è assolutamente assimilabile a corsi brevi con una pratica sul campo assente o limitata.
Se cerchi una vera scuola, il rispetto degli standard del corso pizzaiolo napoletano così come da linee guida della Regione può essere il principale indicatore di una formazione di qualità, ma non l’unico da tenere in conto. Storicità, job placement, feedback e trasparenza giocano un ruolo altrettanto chiave nella scelta di un istituto anziché un altro.
Diventare pizzaiolo a 30, 40 o 50 anni: si può?
L’età minima per accedere alla formazione professionale come pizzaiolo secondo il repertorio regionale è 16 anni: requisito è aver completato l’istruzione media inferiore.
Questo però non vuol dire che le nostre aule in questi anni abbiano visto solo giovani e giovanissimi, anzi. Abbiamo avuto modo di raccontare in questi anni storie di nostri allievi venuti dall’estero per imparare a fare la pizza e tornare nel loro Paese per avviare un’attività commerciale, o di persone che a 30 o 40 o 50 anni decidono di cambiare le carte in tavola. Molti dei corsisti pizzaiolo che intercettiamo provengono dall’universo NEET, o ancora abbiamo raccontato di donne che per ripartire (per i più svariati motivi) hanno deciso di rimettersi in gioco passando per il forno a legna. Quindi si può diventare pizzaiolo a 30, 40 o 50 anni? Certo che sì, nella misura in cui in ogni momento ci si può rimettere in gioco… e farlo con la pizza offre una garanzia (di assunzione) in più!