Nella Campania maglia nera in Italia per numero di NEET – sono 1 su 3 i giovani sotto i 34 anni fuori da lavoro (legale), istruzione e formazione – la formazione professionale può essere uno dei modi non solo per offrire opportunità lavorative concrete ai giovani, ma anche per tenere i meno avvezzi a stare dietro al banco all’interno dell’istituzione scolastica.
Parola di Giovanni Mucciolo, CEO della Scuola di Formazione Professionale ACIIEF, che dopo aver acquisito lo storico brand racconta la sua formula per arginare la dispersione scolastica nei giovani del territorio napoletano e campano. Attraverso un approccio innovativo che combina formazione professionale e incentivi motivazionali, Mucciolo e il suo team stanno “riuscendo ad intercettare una significativa fetta di giovani a rischio”, soprattutto nelle aree più svantaggiate come Napoli Est e Sant’Anastasia dove la scuola storicamente opera.
“La dispersione scolastica va affrontata in due fasce di età, e dobbiamo intervenire già all’uscita della scuola media, quando molti ragazzi rischiano di abbandonare gli studi” afferma Mucciolo, dall’alto di una esperienza pluriennale alla guida di scuole paritarie e private, riconoscendo l’importanza di agire precocemente contro la dispersione scolastica.
L’approccio di Mucciolo si basa sull’offrire un’alternativa concreta ai giovani che mostrano segni di scarsa motivazione. “Abbiamo notato che offrendo un’attività gratificante, presentando una scuola più adatta ai giovani a rischio dispersione attraverso la formazione professionale, abbiamo ottenuto buoni risultati”. In sintesi, la ACIIEF propone percorsi formativi personalizzati, che vanno incontro alle passioni e alle aspirazioni dei giovani, entusiasti al punto tale da voler restare nei percorsi scolastici anche una volta assolto l’obbligo pur di continuare a “imparare un mestiere”. “Mandiamo i nostri operatori – racconta Mucciolo – una volta alla settimana per due ore in più sul percorso scolastico e di contro vediamo che questi ragazzi ritornano da noi poi per continuare la formazione, certo, ma sono anche pronti a proseguire la scuola.”
Il successo di questo approccio si basa sull’offrire un’alternativa allettante ai giovani, spesso tentati da percorsi meno legittimi. “È chiaro che l’aspirazione è il contratto, di contro a quanto offerto dalla criminalità organizzata con il suo soldo facile”. sottolinea Mucciolo. “Dare a questi ragazzi la possibilità di professionalizzarsi diventa quindi fondamentale per la buona riuscita di tutto”.
L’approccio sta dimostrando di essere efficace nel contrastare la dispersione scolastica, offrendo ai giovani un’opportunità di crescita personale e professionale. Con una combinazione di formazione professionale mirata e incentivi motivazionali, Mucciolo e il suo team promettono di cambiare l’approccio alla lotta alla dispersione. “Per ora le esperienze di decine di ragazzi nei nostri percorsi – conclude Mucciolo – ci sta dando ragione. Vogliamo però portare questo modello su più ampia scala per poi esportarlo anche in altre regioni. Siamo fiduciosi che dall’esperienza campana possa nascere un modello virtuoso applicabile anche in altre zone d’Italia”.